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articolo: del 09/08/2005 Le fortune di Saint Tropez (Francia)



















LE FORTUNE DI SAINT TROPEZ


Il flair mediterraneo della cittadina di Brigitte Bardot: lusso, glamour e jet set per un angolo di Francia invasa da turisti di tutto il mondo. Quando impegno e costanza “pagano”.


Dal mare quasi non la si intuirebbe, se non fosse per la distesa di panfili e sontuosi natanti che galleggiano in rada nelle sue acque. Adagiata fra verdi colline, si integra perfettamente nel paesaggio di coste frastagliate del sud francese ed anche le sue maestose ville, nascoste da edere e pini, si scorgono appena dai flutti. Ocra, arancio, mattone, beige per edifici dalle imposte verde acqua e turchese: il porticciolo di Saint Tropez accoglie con i colori della terra e del mare ed uno splendore tutto mediterraneo.

La casa della Bardot e della nouvelle vague é di una sciccheria d’altri tempi, come nei mitici 60 quando il boom economico faceva furoreggiare la Côte. A dispetto dell’apparente calma che trasmette a distanza, all’arrivo a terra si piomba in un’animazione intensissima: uno sciamare umano internazionale invade le stradine ed il lungomare per godere gli ultimi scampoli di un tramonto che illumina il giallo campanile dominante la cittadina. Turisti danarosi affollano questo angolo di Costa Azzurra. Non è per poveri Saint Tropez e lo si comprende subito: elegante, ordinata, indossa gli abiti migliori che lo style-system possa offrire. Scalzi sì, ma solo perché lo vuole la tendenza del momento. Quest’anno impazzano leggerissime e lunghe gonne multicolor indossate con stivali da cow-boy: non farà un caldo atroce lì dentro? Basta sedersi ad uno dei café per poter passare ore ad ammirare lo struscio modaiolo e sgargiante alla ricerca dell’ultimo capo firmato che gremisce le “rue” straripanti di borse da shopping. Una splendida occasione per assaggiare la mitica Tropezienne, una bomba di zucchero e crema di burro - vero vanto della “patisserie” locale – che proprio in questi giorni compie cinquant’anni. I ristoranti più noti e di prestigio disegnano i contorni del porto: il più frequentato è l’Escale, il ritrovo lounge dei ricchi signori che sbarcati dagli immensi yacht pasteggiano ad aragoste, coquillage e pesce fresco.

Per varianti più modeste a Saint Tropez il viaggiatore low-budget troverà senz’altro qualche difficoltà. “Economico” è una parola che entra poco nel linguaggio locale. Un pranzo fai da te in barca a vela è un’alternativa: lo spettacolare mercato offre tutto ciò che serve. Frutta, pesce, baguette, formaggi di ogni tipo, in vero stile francese: ma attenzione, i prezzi sono degni della migliore gioielleria! Una bottiglia di Chablis per le bocche più viziate e via in navigazione verso i lidi più in. Sulla leggendaria spiaggia di Pampelonne il Club 55 ed il Nikki Beach vanno per la maggiore, rifugi di vip e starlet in vena di tintarella: mare pulito e sottile sabbia rossiccia, per farsi coccolare dal sole. Non è praticamente possibile annoiarsi, ogni giorno centinaia di eventi movimentano la vita degli ospiti: sfilate di costumi da bagno sulle spiagge, concerti open-air, vernissage, serate-evento nei ristoranti, manifestazioni di vario genere intrattengono facoltosi e meno abbienti. Questo week-end c’è il raduno degli harleyisti: migliaia di Harley Davidson occupano ogni singolo centimetro d’asfalto in parcheggi ordinati e composti. Qui neanche un pelo è fuori posto: strade immacolate, facciate perfette, un porto turistico che funziona come un orologio svizzero. La notte, per evitare noie, l’area portuale é addirittura sorvegliata da guardie giurate (una ogni dieci metri), a protezione del sonno dei nababbi fortunati che hanno trovato posto d’ormeggio. Dopo un notte di bagordi e festini fra Le Papagayo e Les Caves du Roy, le discoteche più chic della città, ed un paio di croissant per tornare alla vita, è ora di cercare nuovi approdi.

Ad un’oretta da Saint Tropez si torva Hyeres. Da qui partono i traghetti per le isole: Port Cros, la selvaggia e disabitata Île du Levant e la più nota Porquerolles. Un triangolo di paradiso, posto ideale per qualche giorno di quiete totale. Detto a margine: non è un caso che certi posti più di altri siano frequentati dal jet-set. La fama di Saint Tropez non è certo solo merito dell’illustre concittadina BB, né tanto meno di una sorte clemente dispensatrice di glamour, bensì frutto di un lavoro attento e costante. Una sapiente costruzione d’immagine, fondata su garanzie d’efficienza e di qualità dell’offerta, in grado di soddisfare anche le clientele più esigenti. Un esempio di preservazione e capitalizzazione delle passate glorie, ottenuta con impegno, volontà e non poco sacrificio. E di fronte a tanta fatica anche i prezzi esosi possono essere giustificati. La fortuna - eccetto in casi assai rari – non cresce sugli alberi.


(Pubblicato su IL GOLFO, 24.06.2005)



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