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articolo: del
20/09/2005 Paesaggi Sardi (Italia) |






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PAESAGGI SARDI
La vera Sardegna? Fuori dalla Costa Smeralda…
Lontano dalle ville con piscina e dalle masse VIP, la Sardegna ha fortunatamente tutt’altro volto. Distese di pecore e rocce mi accompagnano verso sud, in un improvvisato tour nelle campagne sarde alla ricerca di nuraghi, tradizione e soprattutto quiete, a distanza di sicurezza dalla chiassosa mondanità d’assalto delle baie nel nord dell’isola. Voglio cambiare aria per un paio di giorni. La Barbagia ed il Golfo di Orosei mi sembrano la meta giusta per la decompressione. Le favolose calette ed i tesori archeologici, porceddu (porcellino di latte cotto in forno a legna ed insaporito con rami di mirto) e pane carasau, invece di affollati lidi per veline e calciatori ed aragosta alla catalana (anche se che quest’ultima un suo perché ce l'ha).
Sulla strada per Dorgali e Cala Gonone mi imbatto nella Grotta di Ispinigoli: non è fra la attrazioni che vado cercando, ma alla scritta “la più alta stalagmite d’Europa” non sono in grado di resistere ed accetto di sottopormi a mezz’ora di visita guidata nel ventre della montagna. L’epiteto “abisso delle vergini” è dovuto alla poco simpatica usanza del sacrificio umano di fenici e punici, che in tempi remoti scaraventavano giovani fanciulle giù per un inghiottitoio profondo 60 m all'interno della caverna. Scheletri e monili, ritrovati durante le prime perlustrazioni, ne sono testimonianza. Abbarbicata su una scala a picco sulla grotta seguo pazientemente la coda di turisti ed ascolto le spiegazioni, ma confesso che ai 38m di calcare preferirei dare un’occhiata veloce, e soprattutto in silenzio.
Mi accomiato rapidamente all’uscita e mi proietto verso il Nuraghe Mannu, l’antica torre al centro di uno dei più estesi villaggi nuragici della zona, che data circa 1500 anni a.C.. Già mi frego le manine all’idea dell’esplorazione, dopo una bella passeggiata fra cespugli di mirto e con spendida vista sul Golfo, ma zac. Appena riesco a mettere il naso oltre il cancello d’ingresso vengo gentilmente riaccompagnata sul sentiero. Acc, si chiude! Che iella. Ho solo un’altra mezza giornata prima di dover tornare a bordo, e temo che a questo punto il mio piano di approfondimento preistorico cade miserabilmente nel vuoto. Ad avere tempo ed opportunità deve senz’altro essere un fantastica visione il villaggio nuragico di Tiscali, a qualche ora di trekking da Dorgali. Il villaggio è nascosto in una grotta di cui è crollata parte della volta. La cavità, in una zona difficilmente accessibile della montagna, fungeva da perfetto rifugio contro l’attacco di nemici. Oggi è un reperto spettacolare. Ed io non posso andarci, che cosa seccante. Lo ammetto, ad attirarmi sono le magnifiche spiagge bianche del Golfo: Cala Luna, Cala Mariolu, Cala Biriola, mi attendono. Dalle 9 del mattino con ritorno alle 17,30 ci sono imbarcazioni che conducono alle Baie (occhio ai prezzi!). Ci credereste? Il mattino successivo, sveglia e salterina come un fringuello mi affaccio alla finestra e cosa trovo? Il diluvio universale. E con questo una definitiva pietra sopra alle mie escursioni. Stasera rientro in barca, ma tornerò. Adesso lo so: la vera Sardegna è qui.
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