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articolo: del
31/12/2003 Panpepato, zucchero e cannella: passeggiando per i mercatini di Natale (Germania) |









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PANPEPATO, ZUCCHERO E CANNELLA
Passeggiando per i mercatini di Natale.
Alle cinque della sera, il buio cala sulla città. Il freddo si fa pungente, ma nulla impedirà alla moltitudine di convenuti di assistere alla cerimonia. Al primo rintocco della campana del vecchio municipio un “Oooohhh!” di gioia e meraviglia si leva dai presenti estasiati, quando lo scintillio di mille lampadine illumina i dieci metri di abete che sovrastano maestosi la piazza del mercato. Poche parole dal Sindaco e poi spazio a squilli di trombe e cori di bambini: il mercatino di Natale (Weihnachtsmarkt) può avere inizio. Come un formicaio impazzito sotto i colpi di grosse gocce di pioggia, il brulichio invade le viuzze del centro dove le bancarelle si affrettano ad aprire i battenti: è tutto pronto per accogliere le affaccendate formichine per gli acquisti di Natale. Una gioia per occhi e narici, per palato ed orecchie. Soavi melodie e voci allegre accompagnano il passo, mentre irresistibili effluvi solleticano le papille gustative: odori di cannella e marzapane, profumo dolce di zuccherini e panpepato incrociano in una lotta all’ultimo naso inconfondibili aromi di Bratwurst (salsicce) e senape, pesce fritto e crauti. La tazza bollente scalda le mani ghiacciate attraverso i guanti mentre il freddo mordicchia le orecchie sotto i berretti: pochi minuti perché faccia effetto e che un dirompente calore pervada i corpicini intirizziti a colpi di vin brulé. Giochi e candele, carabattole e quisquilie, pinzillacchere e cotillon, e tutto il necessaire per il felice Natale sfila sotto gli occhi dei curiosi acquirenti. "Cosa posso regalare alla nonna quest’anno?" borbotta ciascuno le sue considerazioni, bighellonando in cerca d’ispirazione. Ne avrà di tempo per decidere, chi è incerto: per tutto l’Avvento fino al giorno di Natale, il mercatino sarà lì ad accogliere gli ansiosi compratori e chi per un semplice saluto passa tutti i giorni a mangiucchiare, sbevazzare, sgranocchiare leccornie.
Una tradizione così radicata ed amata, quella del mercatino natalizio, da essere divenuta una componente essenziale ed irrinunciabile d’ogni Natale che si rispetti. Già negli ultimi giorni di Novembre, in concomitanza con il week-end del Primo Avvento, le piazze di ogni angolo della Germania, dall’Est all’Ovest, dal Nord al Sud, ogni regione, città, villaggio, quartiere, con le sue caratteristiche e consuetudini ospitano il proprio mercatino. Oltretutto un business redditizio: l’atmosfera rilassante del mercatino invoglia all’acquisto più della lotta per la sopravvivenza nei grandi magazzini, ed anche in tempi di magra a ninnoli e dolcezze non si rinuncia mai. Non mancano le iniziative fuori dal comune, come i mercatini storici, con le antiche giostre di carrozze e cavallini, dove ormai sono più gli adulti che i bambini ad affollarsi per godere di uno scampolo di memorie infantili; o i mercatini medievali dove in stile con i tempi lontani burberi figuri e leggiadre donzelle in costume d’epoca accolgono gli ospiti fra sidro e met (vino di miele) e porcellini da latte che rosolano sullo spiedo, mentre menestrelli con arpe e liuti invitano alle danze. C’è il falegname che da legni pregiati produce oggetti per l’ordinaria quotidianità moderna, il fabbro che da vecchie posate d’argento crea gioielli unici, la bottega della lana e del feltro e quella degli abiti medievali. Anche la teen-ager in jeans e scarpe da tennis si lascia conquistare da romantici abiti da dama d’altri tempi, per serate trasgressive o perché no Carnevale, mentre c’è chi sbircia cappe e mantelli sognando epopee di cavalieri senza macchia e senza paura. Voltato l’angolo c’è il mercatino finlandese: i rappresentanti del Paese di Babbo Natale in tende e capanne propongono prodotti tipici ed artigianato lappone. Quattro renne espressamente importate per l’occasione suscitano la curiosità della folla; poterle accarezzare e nutrire manda bambini ed adulti in visibilio. Salvo poi scoprire pochi passi più avanti che i nordici tiratori della slitta dei doni possono anche essere trasformati in “gulasch di renna”, come troneggia la scritta su un chioschetto di legno... Meglio il salmone affumicato su grosse pire di legni profumati ed un di tè ai mirtilli, ascoltando canzoni natalizie. Su una piccola pista per il pattinaggio su ghiaccio appositamente allestita la giornata si conclude serena fra urla e risate. L’idillio natalizio è totale quando con buste ricolme e pancina piena dal cielo scuro bianchi fiocchi cadono sulla città vestita con l’abito della festa. Più Natale di così non si può.
(Pubblicato per Storie da altri mondi su
IL GOLFO, 31/12/2003)
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Buongiorno! Sono una ragazza di Verona che vive a Berlino, parlo tedesco e abbastanza inglese, oltre a un po' di francese. Volevo mettermi a disposizione per un'esperienza come guida magari a turisti italiani. Grazie infinite, Silvia Chiarion 0049 1623 181997
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