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articolo: del 22/08/2004 Romania on the road (Romania)




































In auto alla scoperta della Romania.

ROMANIA "ON THE ROAD"

Un itinerario fuori dal comune nel cuore dell’Europa Orientale: dalle pianure della Valacchia alle maestose vette dei Carpazi, passando per le incantevoli sponde del Mar Nero e le cittadelle medievali della Transilvania.


Inconsueta. Tale è la bellezza di questa terra: fuori da ogni parametro, da qualsiasi categoria. La Romania è semplicemente "altro" ed è proprio questo il suo fascino: un caleidoscopico mutare di paesaggi, un Paese in grado d’essere tutto o il contrario di tutto. Il nostro itinerario, trenta giorni in auto attraverso un territorio incantevole, è un modo per conoscerne gli angoli più suggestivi e le sfumature che ne disegnano i contorni, per adeguarsi alla lentezza dei ritmi ed alle diversità del mosaico di etnie diverse e sovrapposizioni culturali che la caratterizzano: da Roma antica all’impero austro ungarico, dagli Slavi ai Sassoni, dai Turchi ai Rom. In questo crocevia fra i Balcani e le porte dell’Est, la spinta al progresso va a braccetto con tradizionalismo e superstizione, l’anima contadina convive con uno spirito dinamico, proiettato all’ingresso nell’UE: una realtà di contraddizioni solo all’apparenza inconciliabili, da esplorare con calma nella sua interezza. Timisoara, nell’Ovest, è la base di partenza di questo percorso: il capoluogo del Banato è facilmente raggiungibile dalle rotte autostradali austro-ungheresi e dell’ex-Jugoslavia o con voli giornalieri dalle maggiori città italiane. Ma anche in autobus, ad esempio con EUROLINES. Questa piacevole cittadina, grazie alla sua strepitosa crescita economica, va rapidamente trasformandosi in uno dei centri più ricchi ed accoglienti del panorama rumeno. Passeggiando nei lussureggianti parchi sulle sponde del fiume Bega, bighellonando per le zone pedonali di questa "città dei fiori", fra le vetrine dei negozi d’artigianato e qualche sosta nelle caffetterie all’aperto della pittoresca Piazza Uniri, se ne può assaporare appieno la tranquilla eleganza.

Prima di partire, una raccomandazione per chi guida: giù le mani dal clacson! È bene armarsi di pazienza, procedendo senza ansie e frenesie, ben disposti a possibili imprevisti ed avventure. Questo viaggio, infatti, si svolge esclusivamente su strade di campagna dalle condizioni non sempre perfette – le autostrade in Romania quasi non esistono –, fra campi di grano e girasoli a perdita d’occhio, sulle quali non è raro incontrare ogni sorta di ostacoli: mucche vagabonde che ruminano pigramente, oche che attraversano la strada con fare annoiato, carretti trainati da cavalli. Questi ultimi, mezzi di locomozione per eccellenza nelle zone rurali, vengono usati per ogni genere di trasporto: fieno e ortaggi, bambini che giocano e cani che abbaiano, amici ubriachi e famiglie in abiti della festa. Ma la lentezza forzata può essere un’ottima occasione per guardarsi attorno ed osservare le variazioni architettoniche dei villaggi e delle cittadine che si incontrano: le imponenti fortezze sassoni ed ungheresi, i tetti argentati ed i pinnacoli dei palazzi ZINGARI, le caratteristiche case dei Rumeni, aperte al mondo, fatte per stare sull’uscio al fresco della sera, fare due chiacchiere con i vicini o vendere ai passanti frutti di bosco e distillato di prugne (tuica, pronuncia it. zuica).

Potrebbe anche essere l’opportunità per fermarsi a fare spese nel simpatico disordine dei mercati traboccanti di frutta e verdura, miele, conserve, spezie, e incontrare la gente, ospitale, allegra, disponibile, dai sorrisi larghi e dall’aria sognante, che accoglie gli Italiani con grande cordialità. La popolazione rumena sottolinea con piacere e orgoglio la propria discendenza dagli antichi Romani, considerando meno rilevante l’influenza slava: non è raro, ad esempio, trovare nelle piazze statue raffiguranti la lupa con Romolo e Remo. La lingua, al 60% di derivazione latina, è di comprensione abbastanza agevole e la comunicazione non è problematica. A circa 200 km da Timisoara è situata la nostra prima tappa, Baile Herculane. Nelle acque curative di questo rinomato centro termale d’epoca romana si narra si fosse bagnato addirittura Ercole. Nelle vicinanze, si può far visita alle splendide gole danubiane di Cazanele e Dobreta-Turnu Severin, ove è possibile scorgere i resti del ponte sul Danubio costruito dall’imperatore Traiano: da qui in poi inizia la tranquilla e monotona campagna della Valacchia, punteggiata qua e là da monasteri (Tismana, Horezu, Curtea de Arges, fra i più famosi). Una sosta d’obbligo in questo percorso rurale è da dedicare alla città natale dello scultore Constantin Brâncusi, Tîrgu Jiu, nella quale si possono ammirare alcune fra le sue opere più note, come la Colonna Infinita, la Tavola del Silenzio e la Porta del Bacio.

L’immersione nella straordinaria natura del delta del Danubio è uno degli obiettivi più interessanti di questa prima parte d’itinerario. Il Danubio, dopo aver attraversato l’Europa, si getta nelle acque del Mar Nero a pochi passi dal confine con l’Ucraina, dividendosi in tre grandi rami: Chilia, Sulina e Sfîntu Gheorghe. La vasta area della foce è una delle riserve naturali più importanti d’Europa: un santuario per oltre 300 specie d’uccelli e 160 di pesci, protette dall’Autorità per la Biosfera e dall’Unesco, e meta, nei periodi di migrazione, di folle di appassionati di bird watching. Da Tulcea - dove ogni anno in occasione del "Festival Internazionale del Danubio" i rappresentanti dei Paesi rivieraschi gareggiano con balli e canti popolari - partono i battelli per la meravigliosa Sulina. L'ex porto-franco è il vero paradiso di questa regione, una delle più spettacolari dell’intera Romania. La sua energia ha qualcosa di magico ed emozionante: ai timidi bagliori di un’alba livida, quando la nebbia sale lungo le sponde del fiume che lentamente si fonde con il mare, chiudete gli occhi e respiratene la serenità senza tempo. Per godere al meglio l’approccio con il Mar Nero, invece, è preferibile evitare la ressa di Constanta, privilegiando la tranquilla Portita sullo stretto istmo fra il lago Razim ed il mare. Le case dei pescatori dai tetti di paglia e la spiaggia bianca sono l’ideale per qualche giorno in relax, prima di ripartire verso le maestose foreste della Moldavia o le imponenti vette dei Carpazi. Nei parchi nazionali rumeni, dimora di orsi e lupi, aquile e falchi, edelweiss ed orchidee, è possibile fare trekking, alpinismo e speleologia: in inverno, nei comprensori di Poiana Brasov e Sinaia, si può praticare lo sci.

In un itinerario rumeno che si rispetti non possono mancare i monasteri della Bucovina: Sucevita e Voronet, con gli strabilianti colori dei loro affreschi (il blu di Voronet è considerato unico al mondo, la sua tonalità è ancor oggi ritenuta inimitabile), come anche Moldovita protetta dalle alte mura della sua fortezza, sono le più interessanti. Ed infine la Transilvania ("oltre la foresta"), antica unione di sette splendide cittadine medievali battezzata dai mercanti sassoni Siebenbürgen (“le sette città”). Dominio ungherese fino alla seconda Guerra Mondiale ed oggi parte integrante della Romania, nell’immaginario collettivo questa terra, buia e spaventosa, è sede per eccellenza di castelli infestati da vampiri e lupi mannari. Per gli appassionati del genere, è senz’altro consigliabile un tour sulle tracce di DRACULA: Bran, sebbene non abbia mai realmente ospitato il principe valacco Vlad Tepes, l’Impalatore, è per molti il maniero del vampiro e vale comunque una visita. Sono tappe irrinunciabili di questo tour anche Sighisoara, città natale di Tepes, e la sua cittadella e Cetatae Poienari al confine con la Valacchia, raggiungibile solo dopo una faticosa scalata di 1500 gradini che si inerpicano attraverso il bosco. Il viaggio si conclude, dopo circa 1500 km, con il ritorno a Timisoara, a suggello di un percorso indimenticabile attraverso un Paese tutto da scoprire.


PIC-NIC SULL'ERBA

La felicità, per i Rumeni, è un pic-nic in una giornata di sole. Alla domenica e nei giorni di festa, appena gli impegni lo consentono,prati e campagne si popolano: bimbi che si rincorrono, famigliole festanti, infinite grigliate di MITITEI(pietanza tipica, simile alle salsiccie) e fegatini di pollo, SARMALE (involtini di cavolo con carne macinata) e formaggio di pecora, accompagnati da MOUSSE DI MELANZANE ed insalate, innaffiate da ottimo vino e tuica (grappa di prugne). Una fetta di PLACINTA (strudel), un po’ di musica, due tiri al pallone e la giornata è perfetta. In fondo, per essere felici, qui basta davvero poco.

(Pubblicato su INTHESUN, 22/08/2004)
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