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articolo: del
20/04/2004 La febbre dei Caraibi (Piccole Antille) |

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LA FEBBRE DEI CARABI
Immersione nello splendore delle Piccole Antille: le sorprese di una meta da sogno.
D’improvviso, iniziò a piovere. Poche gocce. Ma gonfie, pesanti; esplodevano zampillando, sulla terra riarsa e bollente del tardo pomeriggio tropicale. Ero appena caduta nel paradiso caraibico da un gelido fine-gennaio italiano e stentavo a crederci: caldo, trenta gradi costanti, ventilato da una brezza tesa, il clima perfetto. Eppure mi stavano bersagliando grosse gocce di pioggia, figlie di un cielo appena macchiato di nubi. Ero partita d’impulso e non mi ero chiesta cosa mi aspettasse dall’altro lato dell’Atlantico. Forse non lo volevo sapere. Mi trovavo nelle West Indies (“Indie Occidentali”, come furono chiamate da Cristoforo Colombo), o Piccole Antille, per la prima volta e l’impatto non poteva essere più suggestivo: quella notte a Barbados migliaia di minuscole rane, risvegliate dal temporale, si erano radunate nel giardino sotto la veranda a cantare. I loro vocalizzi come un tintinnio di campanelli di vetro mi ha fatto presto capire che i Caraibi non sono un luogo, ma una sensazione, uno stile di vita. Il fragoroso sole del primo mattino, aveva cancellato ogni traccia visibile della serenata notturna e nell’aria si sprigionava tutta l’intensità di profumi della rigogliosa natura dei tropici. Ma qualcosa dentro di me era già cambiato.
Il riverbero di palme lucenti, agitate dal vento, era accecante. Un unico bagliore di bianco ed azzurro davanti casa: una villa in stile coloniale color verde pastello a pochi passi dal mare e dalla spiaggia corallina, condivisa con alcuni amici nella zona sud dell’isola, ad Oistins. Il piccolo villaggio di pescatori con il centralissimo mercato del pesce, dove fra marlin e barracuda è possibile comprare anche frutta e verdura, ed alla sera si può cenare con grigliate di pesce ed insalate, è anche il principale luogo d’incontro. L’approccio con i locals è immediato: aperti e gioviali, non disdegnano di fare due chiacchiere e raccontare del loro Paese, delle abitudini, dell’ordinaria quotidianità.
Una delle prime cose da imparare da queste parti è “rilassarsi”. All’arrivo si è ancora frenetici, assuefatti al tran-tran urbano europeo, ma i Bajan (abitanti di Barbados) non si lasciano scuotere da queste frenesie: “Take it easy, man! Relax! Enjoy life!” (“Prenditela comoda, amico! Rilassati! Goditi la vita!”), dicono. Si diventa presto consapevoli che l’unico modo di vivere queste isole è abbandonare l’orologio, deporlo in un cassetto insieme alle frette da cittadino nevrotico, ed assecondare la gente, dalle movenze morbide, lente, come il reggae che riecheggia da ogni angolo. E ci si riscopre a dondolare la testa a tempo, mentre seduti in un pulmino, mezzo di locomozione per eccellenza, una rotonda signora in abito domenicale fiorato e largo cappello di paglia ci piazza in braccio un bimbo sorridente e si siede accanto. La vitalità di questa gente è contagiosa, infonde serenità, per l’atteggiamento pacifico e disinvolto con cui vive.
Stupiscono le West Indies, e non solo per l’oggettiva ed indiscutibile bellezza. Non solo per le distese di sabbia bianca sfiorate da un mare cristallino; per le baie lussureggianti di Tobago, dove da un istante all’altro si immaginerebbe entrare un vascello pirata; per le cascate nascoste nella giungla; per i chilometri di sentieri in mezzo ai fusti di canna da zucchero, materia prima dell’ottimo rum locale; per l’abbondanza di frutti ed aromi di noce moscata, cannella e zenzero della splendida Grenada. Per non parlare dell’ampia possibilità di scelte che offre Barbados: dal lusso della costa orientale, sede di campi da golf fra i più famosi del mondo, alla selvaggia costa occidentale battuta dal forte vento dell’Atlantico; dal sud più alla mano e popolato da giovani surfisti, al nord con il suo ruvido paesaggio collinare, passando per il reef e la laguna, dove è possibile fare immersioni fra le mante e lunghe nuotate in mezzo alle tartarughe - animali simbolo dell’isola -, o per il tranquillo caos della capitale Bridgetown, paradiso dello shopping duty-free. E non manca una movimentata vita notturna nei bar di St Lawrence Gap e Speightstown, animati dalla sensuale danza nota come soca.
Le isole sono quotidianamente collegate fra loro dai minuscoli aerei della LIAT-airlines, ma ancora più bella può essere una crociera in barca a vela o catamarano nell’Arcipelago delle Isole Sopravento, alla scoperta delle loro peculiarità. Non sfuggirà l’incredibile fusione di culture, frutto di colonizzazioni ed influenze sovrapposte, che le caratterizzano: preponderante quella inglese, come si evince dalla lingua, ma anche dallo sport nazionale di Barbados, il cricket; quella africana, figlia della schiavitù importata dai colonizzatori, e che oggi si esprime nella cultura Rastafari, nella musica reggae e calypso, nell’abbigliamento; quella indiana, manifesta nel cibo, ricco di spezie e curry; quella spagnola, come si desume dalle denominazioni geografiche - Los Barbados (i barbuti, da alcuni alberi le cui radici aeree ricordano lunghe barbe), Trinidad, Tobago, Santa Lucia, ecc. -, imposte dai primi esploratori europei sulla via delle Americhe. Non vanno dimenticati poi i territori d’oltremare francese (Martinique, Guadaloupe) e le Antille Olandesi (Aruba).
Ma le West Indies hanno la capacità di stupire anche per le straordinarie avventure che vi si possono vivere.
Come quando al tramonto un pescatore improvvisa una griglia sulla spiaggia e vi invita a mangiare i flying-fish (pesci volanti) appena pescati ed adagiati su una foglia di banano. Impagabile.
Come quando si è invitati ad una falò e, nel buio di poche stelle e di una luna sbadigliante, ci si ritrova su una spiaggia tropicale dinanzi ad una pira di alberi di Natale, testimonianza delle feste appena passate. Indimenticabile.
O se s’incontra una coppia di conterranei napoletani trasferitisi a Barbados per produrre mozzarelle e pasta fresca. Incredibile.
Esperienze irripetibili, che aiutano a capire quanto i viaggi siano fatti anche di impressioni ed incontri. I Caraibi sono così: emozionanti. Ti prendono come una febbre da cui è difficile guarire. Come ridiscendere dalla nuvola sulla quale si sta fluttuando per rientrare nei panni di uno stressato cittadino europeo? Una vera sfida non tornare cambiati.
(Pubblicato per Storie da altri mondi su IL GOLFO, Ischia, 20/04/2004)
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Commenti e Domande |
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vorrei passare una vaCANZA IN QUEI POSTI ,COME POSSO ORGANIZZARMI E QUALISPESE DEVO AFFRONTARE PER 30 GIORNI IN ALLOGGIO PRIVATO\'
- Per una vacanza ai Caraibi: molto dipende dal dove, come e quando.
Per dove intendo quali delle isole: i prezzi e le situazioni variano molto da luogo a luogo.
Sono di recente tornata da una lunga stagione caraibica per lavoro (non ho ancora potuto aggiornare il sito...)
Ed ho visitato nuove ed incantevoli isole: Grenada, Saint Lucia, Bonaire, Curacao, Los Roques, Antigua...
Dalle piccole Antille, alle Antille Olandesi, al Venezuela.
I prezzi variano anche di parecchio.
Se volessi andare a Saint Lucia ho una famiglia che possiede una piccola pensione ed alcuni appartamenti da affittare.
E se vuoi posso metterti in contatto con loro. Anche negli altri luoghi però non è difficile trovare alloggio.
Il come: perché se ti adegui puoi spendere anche pochissimo (10-15 euro al giorno),
Fino a cifre molto più elevate per posti più confortevoli e attrezzati.
Il quando è l’altra variabile: in bassa stagione anche i piccoli hotel offrono delle opportunità vantaggiose (30-40 euro)
La bassa stagione è da maggio-giugno ad ottobre. Ed anche i voli costano meno. Tieni però presente che questa è anche la stagione degli uragani...
Anche il quanto, ovvero quanto tempo, può essere una variabile: se prendi in affitto un appartamento per tutto un mese è sicuramente più conveniente (come dovunque, del resto).
Ora a te la scelta del dove, come, quando e quanto.
Se chiedessi a me ti direi, non fermarti su un isola sola, sono tutte belle per motivi diversi, i voli fra le isole non costano molto (un centinaio di dollari andata e ritorno).
Puoi avere tutto: le spezie e le cascate di Grenada, le spiagge bianche delle Grenadines, il deserto ed alcuni dei migliori diving spot del mondo a Bonaire,
L’allegria ed i colori di Curacao, l’opulenza di Barbados, la tranquillità di Antigua, la spettacolare cordialità e la lussureggiante foresta pluviale di Saint Lucia, lo spettacoloso mare de Los Roques...
Ti auguro buona scelta e buon viaggio!
E non esitare a ricontattarmi se hai bisogno di ulteriori informazioni.
come posso comprare casa ad antigua antille olandesi
- Gentile Sginora
Probabilmente il miglior modo è rivolgersi alle agenzie di real estate direttamente in loco.
In una breve ricerca su internet ho trovato le seguenti,
che magari possono esserle utili come primo riferimento.
Per Antigua e Barbuda:
http://www.antiguanice.com/antigua_barbuda_real_estate.htm
Per le Antille Olandesi:
Curacao -
http://www.cybercur.com/business_economy/bsn_categorical/real_estate.html
Bonaire -
http://www.bonairehomes.com
Sint Maarten -
http://www.remaxislandproperties.com/
http://www.investsxm.com/
Se posso ancora esserle utile, non esiti a contattarmi.
In bocca al lupo per il suo acquisto.
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