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articolo: del 08/02/2004 Lispia: città di cultura (Germania)

















LIPSIA: CITTA' DI CULTURA

Arte, cultura, musica e storia nell’antica capitale fieristica della Sassonia: una città in evoluzione da visitare e conoscere.


Sotto le volte gotiche della Thomaskirche(Chiesa di San Tommaso), dal tenue chiarore che filtra attraverso le vetrate policrome, il volto di Lutero domina serio la folla che con occhi serrati ascolta in assoluto silenzio. Non una mosca, non un bisbiglio, appena un sospiro, mentre le note cadono dall’alto come fiocchi di neve, leggere, armoniose si posano sui banchi della chiesa, invadono le navate come il profumo della primavera, avvolgono ed abbracciano con tutta la forza del calore estivo e come il primo vento autunnale soffiano un brivido lungo il corpo di chi ascolta. Sono emozioni di un’intensità violenta, che scuotono, commuovono fin quasi alle lacrime, in un’altalena che dall’estasi alla pace interiore arriva quasi al dolore fisico. I toni soavi del Thomanerchor – l’antico coro delle voci bianche di Lipsia, nato ben 780 anni fa e la cui fama ha da tempo immemore varcato le mura della città ed i confini della regione, per essere acclamato in tutto il mondo - con l’accompagnamento del Gewandhausorchester(la più antica orchestra civica tedesca, fondata nel 1743) danno corpo con solennità al "Weihnachtsoratorium", l’Oratorio Natalizio di Bach. Johann Sebastian Bach, il più illustre fra i direttori del coro dei Thomaner, trascorse a Lipsia gli anni della maturità e della grande creatività compositiva, fino alla morte sopraggiunta nel 1750: le sue spoglie riposano proprio qui nella Thomaskirche.

Il vigore della cultura trasuda da ogni mattone della Città dei Tigli: Lipsia, anzi Leipzig, dallo slavo lipzk, il "luogo dei tigli" appunto, per gli imponenti alberi che la caratterizzano. Molti la rammenteranno come sede di uno dei più importanti scontri che la storia ricordi: la Battaglia delle Nazioni, che nel 1813 vide fronteggiarsi le truppe napoleoniche e quelle alleate (russe, austriache, prussiane, svedesi ed in un secondo momento anche sassoni) e che culminò nella sconfitta di Napoleone, è oggi ricordata da un imponente monumento alla memoria dei caduti, il Völkerschlachtsdenkmal, alla periferia sud della città. Lipsia si presta alla cultura per tradizione secolare: i cittadini lipsiensi, aperti e lungimiranti, hanno sempre incoraggiato lo sviluppo dell’arte e della scienza. Custodi orgogliosi di questa tradizione ancor oggi, si impegnano a tenerla viva con massiccia adesione e partecipazione ad ogni evento culturale che in città si proponga. L’Università di Lipsia, una delle più antiche e note della Germania ha attirato nei secoli folte schiere di intellettuali ed artisti. Bach, Felix Mendelssohn-Bartholdy - vero artefice della fama postuma di Bach ed erede alla direzione del Thomanerchor nel 1835, al quale ogni anno è dedicato un frequentatissimo festival – e Richard Wagner, hanno vissuto ed insignito la splendida cittadina sassone, e con loro anche i più grandi nomi della letteratura tedesca. Johann Wolfgang Goethe studiò Giurisprudenza all’Università di Lipsia e nelle sale perennemente affollate della taverna Auerbach immaginò svolgersi la leggendaria scena della cavalcata sulle botti del "Dottor Faust": ancora oggi è possibile sedere ai tavoli della cantina ed assaporare ottima cucina sassone nella caratteristica atmosfera che ispirò l’episodio letterario.

Il poeta Schiller trascorse a Lipsia l’estate del 1785, in casa di amici, un lasso di tempo che avrebbe successivamente descritto come uno dei più felici della sua vita e da cui trasse l’ispirazione per l’"Inno alla gioia", divenuto famoso grazie al coro finale della "Nona Sinfonia" di Beethoven. La reputazione di Lipsia come città vivace e fiorente risale al Medioevo, quando era già nota come centro di artigiani e commercianti. Nel 1165, con l’emanazione di un’ordinanza civica, venne istituito il diritto di tenere mercato: l’acquisizione di questo privilegio ha rappresentato un momento decisivo per la successiva evoluzione in località fieristica di primo piano. A partire dal 1190 ogni anno avevano luogo due fiere: la Fiera di Pasqua e la Fiera di San Michele. Benessere e ricchezza iniziarono a modificare il volto della città, anche architettonicamente, con la costruzione di magnifici palazzi rinascimentali fra cui il Vecchio Municipio, la Vecchia Pesa, la Scuola di San Nicola. Nel corso del tempo Lipsia è divenuta una delle principali sedi commerciali all’incrocio fra Est ed Ovest: non a caso nelle immagini della città è spesso presente la figura del dio Mercurio, a rappresentare simbolicamente lo sviluppo commerciale e la prosperità. I molteplici contatti con il mondo esterno agevolati dall’annualità delle fiere hanno promosso una precoce tradizione libraria: dalla stampa del primo libro avvenuta nel 1481 alla futura trasformazione in Città del Libro, sede di tipografie, grandi case editrici e di un’importantissima fiera. La consuetudine fieristica non si è fermata neanche al tempo della DDR e, sebbene abbia subito uno smacco dalla riunificazione tedesca e dal confronto con la più moderna ed avanzata Francoforte, continua ancora oggi.

Lipsia, maldisposta a chinare la testa, sta intensamente lavorando per riconquistare il ruolo di cuore commerciale e culturale non solo della Germania. Il rinnovamento dell’immagine della città, un intenso lavoro di marketing e di ampliamento delle infrastrutture sono alla base di una campagna di promozione in tutti i campi di attività: da quello strettamente culturale (con i festival musicali, i musei, le grandi mostre, e la candidatura a "Capitale Culturale d’Europa 2010"), a quello commerciale (con la Fiera del Turismo, quella del Libro, ed innumerevoli eventi, congressi, manifestazioni), da quello sportivo (con la candidatura alle Olimpiadi del 2012 e la partecipazione come città-ospite dei Mondiali di Calcio 2006) a quello economico (grandi imprese hanno deciso di investire qui; due nomi su tutti: Porsche e BMW). Una città che ha fatto dell’azione la sua arma vincente e del motto "Leipzig kommt!" ("Lipsia sta arrivando!") la sua parola d’ordine. Il leone su sfondo dorato, emblema dello stemma municipale, è anche manifesto della forza e del carattere dei suoi cittadini, che appoggiano con passione le coraggiose iniziative del sindaco Tiefensee e dell’amministrazione comunale. Lipsia è, oggi, una città da godere, per la ricchezza culturale e storica, per la piacevolezza delle sue atmosfere e per gli splendidi scorci che offre. Si può passeggiare in Piazza del Mercato, sbirciando nelle vetrine di ceramica di Meissen, o nei negozietti di antiquariato e di libri antichi della Nikolaistrasse, bere una cioccolata calda con panna e mangiare un pezzo di torta al Coffe Baum (il caffè-ristorante più vecchio d’Europa), fare due passi nel verdissimo parco Rosental con i suoi alberi centenari, passare una giornata al famoso Zoo completamente ristrutturato, assistere ad un concerto sinfonico alla Gewandhaus sull’Augustusplatz, sorseggiare un aperitivo nei bar della Barfußgäßchen, gustare una cena tipica all’Auerbachs Keller, partecipare ad un vernissage al Museum der Bildenden Künste, ascoltare un concerto jazz alla Moritzbastei. C’e solo l’imbarazzo della scelta: a Lipsia non ci si annoia mai.

(Pubblicato per Storie da altri mondi su
IL GOLFO, 08/02/2004)
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